Manifesto di Vigevano Città Ideale

“Adì 2 di febbraio 1494 alla Sforzesca ritrassi scalini 25 di 2/3 di braccio l’uno largo braccia 8”: a scrivere queste parole, intento allo studio della regolamentazione delle acque irrigue, è Leonardo da Vinci, il più grande genio che l’umanità abbia conosciuto.

È proprio nel periodo milanese che Leonardo, soggiornando più volte a Vigevano, inizia la sua riflessione sul tema della Città Ideale: un luogo dove lo spazio abbia un nuovo uso funzionale e sociale, le periferie vengano saldate con il centro e dove la bellezza e il decoro siano al centro del sistema del vivere civico.

Non è data certezza storica delle applicazioni delle teorie leonardesche sul tessuto urbano di Vigevano, eppure, della nostra città, resta uno straordinario gioiello del rinascimento, la cui piazza resta uno dei più armonici centri urbani d’Europa e la cui torre, la cosiddetta “Torre del Bramante”, iniziata nel 1198 e terminata nel quattrocento, sotto le indicazioni del genio bramantesco, rappresenta l’indiscusso simbolo civico e di identificazione cittadina.

La Vigevano del mecenatismo di Ludovico il Moro e dei geni di Bramante e Leonardo era capitale politica e culturale del rinascimento italiano e per lungo tempo avrebbe fatto della sua posizione, strategicamente posta tra Milano, Torino e Genova, la chiave della sua prosperità.

Prosperità, di cui questa città ha sempre beneficiato, è una parola chiave della nostra esperienza: terra
di industriosi e lavoratori, ha saputo creare, grazie alle acque del riso lomellino, uno dei prodotti alimentari più noti al mondo e con le scarpe ha realizzato la sua eccellenza principale: la Vigevano “Capitale della Scarpa” è oggi, tuttavia, un malinconico ricordo.

Non possiamo permettere che la malinconia per i tempi che furono sia l’immagine che la nostra città rivolta verso il mondo esterno.

Vogliamo essere i protagonisti di una storia nuova, di una storia autenticamente vigevanese.

Siamo professionisti, studenti, pensionati, uomini e donne che amano la città in cui vivono e hanno ormai compreso che bisogna rimboccarsi le maniche e impegnarsi attivamente in prima persona. Siamo persone semplici che vogliono riportare il buon senso nell’agone pubblico: non proponiamo discussioni ideologiche ma soluzioni pratiche, vogliamo fare di Vigevano un grande laboratorio a cielo aperto votato all’innovazione culturale e amministrativa, un laboratorio che riporti al centro quella vita civica che Leonardo oltre 500 anni fa iniziò a immaginare soggiornando in questi luoghi.

Abbiamo obiettivi semplici e chiari: ricreare quello spirito di comunità che ha fatto grande Vigevano, rilanciare la piccola e grande economia del territorio e far tornare Vigevano un luogo attrattivo e sicuro per tutti i suoi cittadini.
La nostra è una comunità che ha regole chiare e condivise, dove al centro della convivenza si trova l’idea di “patto sociale” rinascimentale che poneva le basi della civitas.

Vogliamo che Vigevano torni ad essere un ponte fra territori e combattere l’isolamento infrastrutturale, umano e politico che ci separa da Milano e dal mondo: quasi 10.000 vigevanesi, ogni giorno, muovono verso Milano attraversando, in auto o treno, quel ponte sul Ticino che è anche confine esistenziale di questa città, incapace di dialogare con la metropoli e di farsi al contempo porta verso la Lomellina, terra di acqua e di riso.

Crediamo in un grande patto tra generazioni che unisca l’esperienza di chi tanto ha già fatto e conosciuto con i molti talenti, volontà ed energie positive dei giovani vigevanesi.

Lavoriamo per una città libera, aperta, sicura, dinamica. Lavoriamo per una comunità mossa dalla speranza e non paralizzata dalla paura. Lavoriamo per una città in cui le nostre competenze e sensibilità, acquisite nei rispettivi settori professionali, rappresenti un modello virtuoso e alternativo a quello che ha permeato il dibattito pubblico finora.

Lavoriamo per una città che non sia comandata grazie a tessere di partito ma bensì da valori comuni;
quei valori comuni che ogni Città Ideale, come immaginato da Leonardo, dovrebbe sempre tenere
presente: solidarietà, dinamicità, apertura.