Offerta enogastronomica a Vigevano

In un mondo cha cambia anche molto velocemente, i pasti fuori casa rappresentano ormai più del 30% dei pasti domestici. Pertanto, l’offerta gastronomica e la somministrazione diventano modelli di business fondamentali per la valorizzazione di una città come Vigevano, che tanto ha da offrire su questo fronte.

Nella provincia di Pavia possiamo riconosccere tre aree molto diverse tra di loro per condizioni ambientali e offerta di prodotti enogastronomici tradizionali. Prodotti di sicura eccellenza che potrebbero raccontare con gusto il nostro territorio. Partiamo dal riso Carnaroli del Pavese, prima provincia produttrice d’Europa, senza dimenticare i formaggi a pasta molle di Menconico e di Pizzocorno. Passiamo poi agli ortaggi, dall’asparago rosa di Cilavegna alla cipolla dolce di Breme senza tralasciare la zucca Bertagnina di Dorno dalla polpa soda e dolce. Naturalmente non passa inosservata la ricchezza di tartufo nero dell’Oltrepò che si presta agli abbinamenti più interessanti.

Nel campo dei prodotti animali è significativa la varietà straordinaria di prodotti di pura oca, dal salame cotto al ragò, che rappresentano un’eleganza gastronomica che molti ci invidiano. Una leggerezza che ritroviamo anche nello storione appena fuori Vigevano e nella rana del “mare a quadretti”. A tavola non può mancare la Micca, soffice e leggera come quella che ho finalmente trovato a Codevilla. E per finire i dolci, il dolce riso del Moro e di Leonardo e altri a base di farina di riso fino alle Offelle di Parona.

E se a tutta questa ricchezza di prodotti abbinate i magnifici vini dell’Oltrepò, dalla Bonarda al Pinot nero vinificato in bianco, non ce n’è più per nessuno. Con questa carrellata di prodotti, anche se non esaustiva, si potrebbe essere orgogliosi di sviluppare a Vigevano una proposta di piatti unici e caratterizzanti riducendo notevolmente l’acquisto di prodotti che vengono da altre zone d’Italia. Rimane comunque importante la selezione del produttore migliore che è un concetto trasversale sempre valido. Come nel caso della Micca per la quale dopo anni di ricerca ho finalmente trovato la versione leggera e digeribile che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole.

Le tre città più significative della nostra provincia sono Pavia, Voghera e Vigevano con un reddito medio pro-capite di circa 26.000, 21.000 e 20.000. La nostra Vigevano seppur potenzialmente ricca risulta la più povera delle tre.

Alcuni di voi sicuramente penseranno che le altre città siano più ricche poiché con più abitanti, eppure Voghera ha poco più della metà degli abitanti di Vigevano. Inoltre, se prendiamo Alba, più piccola di noi, quali sono le motivazioni? Le ragioni sono molte e interdipendenti, ma in questo breve articolo mi voglio focalizzare sulla proposta enogastronomica della mia città.

Oggi si parla spesso di marketing territoriale inteso come un complesso di attività che hanno l’obiettivo di far conoscere e promuovere un territorio creando nuove opportunità per la comunità. Ovviamente questa strategia non è la panacea di tutti i mali, però l’atteggiamento delle città della Toscana e dell’Emilia-Romagna, compresa Cervia con un banalissimo “sale”, sono un esempio di come a prescindere dal prodotto si possa contribuire al benessere della propria comunità e del proprio business. Vorrei inoltre soffermarmi su un principio veramente base di molte attività di somministrazione a Vigevano.

Ad oggi un locale di somministrazione, bar, ristorante, street food ecc. è per sua natura un posto fisso che vive principalmente di una clientela locale che si potrebbe ritrovare innanzitutto nella propria città, nella propria provincia e nelle provincie limitrofe. Il titolare dell’attività ha quindi tutto l’interesse a mantenere la propria comunità in salute, con una buona capacità di acquisto, affinché possa venire a consumare nel suo locale.

É ovvio che se utilizzo i prodotti del territorio e quindi dò lavoro alle imprese e alle persone della nostra comunità piuttosto che acquistare altri prodotti, trattengo inevitabilmente più ricchezza sul territorio. Infatti nel primo caso la ricchezza ricade direttamente sui potenziali clienti, diversamente continuo ad arricchire i clienti degli altri territori che ovviamente non verranno a consumare da noi.

Ho quindi estrapolato alcuni vantaggi tangibili dell’utilizzo delle eccellenze gastronomiche del mio territorio: (1) creo una proposta gourmet locale che potrebbe allettare chi ricerca nuove esperienze gastronomiche; (2) evito la concorrenza diretta sui prezzi rendendo la mia proposta originale e miglioro la mia marginalità; (3) aumento il potere di acquisto della mia potenziale clientela; (4) sostengo in generale tutto il mio territorio e anche le mie possibilità di successo.

Ogni realtà ha le sue peculiarità, ma i casi di Cervia con il sale e Alba con i vini e il tartufo, realtà così lontane per prodotto e appeal gastronomico, ci dicono chiaramente qual è la strada giusta da imboccare. Il reddito pro-capite, particolarmente basso, di Vigevano ci insegna che dobbiamo rivedere la nostra strategia di marketing. Per esempio, Leonardo da Vinci, che conosceva molto bene il carattere militare del Duca di Milano, nel presentare la propria candidatura a Ludovico il Moro fu strategico, proponendosi essenzialmente come ingegnere militare invece che come artista.

Occorre fare sistema e creare una proposta “vigevanese” unica, moderna, gourmet e accattivante per il consumatore di oggi sempre più alla ricerca di percorsi enogastronmici locali. Una proposta che valorizzi i nostri eccellenti prodotti e porti valore alla nostra città.

 

Autore

GIANLUCA BELLAZZI
IMPRENDITORE / SOCIO FONDATORE

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